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Mercoledì 15/03/2023: se non c’eri (bisognava inventarti) parte 2

  • Immagine del redattore: Ilaria Fiorani
    Ilaria Fiorani
  • 15 mar 2023
  • Tempo di lettura: 2 min

Oggi è venuta Annalisa in biblioteca e mi ha detto la stessa cosa di Maria Lucia di ieri: “se non c’eri bisognava inventarti”. E ho pensato di nuovo che è proprio un bel complimento.

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E poi stamattina è stato un back to the past. Ho incontrato Gaia e Beatrice, che erano venute in università per firmare il registro di laurea. Che bello rivederle, sembrava di essere tornate al 2017 quando Gaia era solo una piccola matricola nonché sorella di Gloria e Beatrice una delle mie amiche dell’università della triennale. E’ stato come se per mezz’ora mi immaginassi di stare in una di quelle giornate fatte di lezioni, pause caffè alla macchinetta, pranzi a mensa e risate squacquerone come le chiamavamo noi. E’ stata una mezz’ora di back to the past ma anche di back forward the future. Quando ho detto a Bea che volevo partire, lei con una sorriso enorme e gli occhi felici mi ha detto “ma sì parti”. E ha ripercorso brevemente il suo Erasmus, e lo ha definito bello nonostante fosse in periodo di Covid. E ha aggiunto “lo rifarei”.

Che bello, speriamo di partire.


Poi oggi pensavo di metterci un giorno intero per riscrivere quel draft del grant e invece no, ci ho messo qualche ora. Meglio. E quindi ho rimesso mano anche in Stata.

Ah, e forse per la prima volta non mi sono sentita in colpa se ho iniziato a fare qualcosa alle opsss 11:30. Perché appena arrivata in uni alle 10:15 mi sono fermata a chiacchierare con loro. Ma è stata una chiacchierata-caricante. Non snervante. Non quelle chiacchierate in cui a volte penso “me ne vado che sono chiacchiere inutili”. E quindi quando sono arrivata in biblioteca alle 11:30 passate, Elissa mi dice “oggi tardi eh” e anche Katia mi dice “alla buon’ora eh”, io non ho accusato il colpo. Non ho accusato il colpo di essere in colpa per essere in ritardo. Perché come ha detto ieri Pio “va bene, che gli fa se arrivi alle 10”. Ed è questa la bellezza della vita universitaria, fare quello che si riesce a fare con i propri tempi, nei propri tempi, con i propri orari. La parte difficile è non sentirsi in colpa o da meno per questo. Ma sembra che io stia migliorando. Brava Ilaria.


Stasera vado a ballo, forse. Non so se mi va in realtà. Ora vedo dopo che faccio cena come mi va.

 
 
 

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