Venerdì 16 giugno, parte 2: ansia (anticipatoria) di lunedì
- Ilaria Fiorani
- 19 giu 2023
- Tempo di lettura: 1 min

Lunedì ho avuto un momento di ansia. Uno di quei momenti che mi prendono quando arriva l'ansia, che ho capito non essere "ansia" uguale per tutti, ansia e basta. La mia ha un origine ben precisa, la mia deriva dal mio nucleo di sofferenza. La mia si chiama "ansia da non sentirsi abbastanza".
Ci arriverò così preparata sicura decisa come loro alla mia discussione di tesi di dottorato?
È la domanda che mi balenava in mentre mentre assistevo a quelle discussioni. È ansia anticipatoria, lo so, non devo discutere domani ne tantomeno tra un mese o due. Ma tra un anno e mezzo, o due. Eppure ogni tanto riaffiora. E ogni tanto mi fa piangere. Fa piangere la parte bambina di me, quella che volevo tanto cacciare, fino a qualche mese, quando mi arrabbiavo con lei, quando non volevo ci fosse. Eppure, spoiler di psi, ci sarà sempre. Sempre.
E quindi la curo, la abbraccio, la consolo, la rassicuro.
Ed entra in gioco la parte adulta di me, in tutte queste piccole, macché piccole, grandi, azioni.
Ed entra in gioco anche Alessandro, il mio collega, che mi dice "Ila ma se ti arrivano delle critiche, non sarà a te come persona, ma sarà al lavoro. Tu oltre ad essere dottoranda, sei anche altro, sei amica, sei sorella e tante altre cose"
E io gli avrei voluto dire solo "Ale grazie, ti voglio bene", e avrei aggiunto "dal giorno zero". E poi dopo qualche giorno gliel'ho scritto.
E voglio ancora più bene alla tua empatia, dote rara di questi tempi, proteggila sempre.


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