Un filo
- Ilaria Fiorani
- 3 giu 2024
- Tempo di lettura: 2 min
A volte lo vedo bene, questo filo della vita. In questo periodo sembra che sia tutto connesso, allineato. A volte non mi sembra vero. Sono tutte piccole cose. Che però per me significano molto. E vorrei sempre che la vita me le mettesse davanti così, così da non poterle evitare e prenderne solamente atto. Oggi sono stanca. Stanca ma felice. Prendere, andare, partire, preparare la valigia, girare, prendere i mezzi, orientarmi per le strade: tutto questo mi stanca ma mi da una carica immensa. Non vorrei sembrare esagerata ma non so come dirlo meglio di così: stare fuori, in città che non conosco, meravigliarmi di quello che vedo, meravigliarmi di come sto bene a pranzo da sola, in giro da sola, in posti che non conosco, mi fa dire "brava Ilaria, te la stai proprio godendo". Mi fa dire "brava Ilaria!" perché stare davanti a 20 persone a presentare un lavoro troppo imperfetto per essere presentabile, eppure presentabile perché "fatto è meglio che perfetto", è una mia conquista. Io lo so che sono pesante con questo dottorato, io lo so che sono pesante nella mia vita anche se mi vorrei più leggera. A me fa schifo lavorare sempre da sola su Stata, non sentirmi mai brava in quello che faccio tutti i giorni; al contrario però mi ci sento, brava, quando sono fuori della mia quotidianità. Forse mi succede proprio per questo. Forse mi succede proprio perché mi distacco dalla mia quotidianità.
Io se mi vedo oggi, vedo una me matura. Consapevole. Consapevole che seppur sono in difficoltà vivo bene. Io non so come ci arrivo alla discussione della tesi, se ci arrivo. Se ci arrivo male, bene. Ma so che durante questo percorso sto vivendo molto: è tutto una montagna russa. E' tutto alti e bassi. E' tutto gioia e disperazione. E' tutto un cuore che batte (il mio), perché alla fine c'è sempre qualcosa di bello e speciale.
































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