Settembre
- Ilaria Fiorani
- 25 set 2024
- Tempo di lettura: 3 min
Mi guardo. Mi guardo dentro. Mi guardo indietro. Mi vedo diversa, mi sento diversa. Leggera, come hanno detto oggi le mie amiche. E io mesi fa mi sono definita una piuma, mentre prima ero un mattone.
Mi guardo, li guardo. Li guardo i miei colleghi di dottorato, li vedo proiettati alla ricerca. E poi guardo me, che non lo sono affatto. Eppure se mi guardo indietro mi vedo ricca, piena. Di consapevolezze, di vita.
Mi sono fermata ora a pensare. Ultimamente mi capitava poco. Ultimamente sono stata molto focalizzata sul dottorato. Non posso perdere il focus perché è rimasto davvero poco per la consegna e in un modo o nell'altro la tesi la devo consegnare. La finisco.
Non sarà una tesi seria, come lo sono quelle dei miei colleghi che hanno fatto dei super lavoroni. Eppure io sono felice così. Io sono felice di essere cresciuta così tanto in questi anni, di averci messo impegno, seppur faticando. Seppur faticando con i miei demoni interiori e con il dottorato. Si è scatenato tutto da lì: improvvisamente non riuscivo più a studiare. Avevo quelli che vengono definiti "attachi d'ansia". Il cuore accelerava, io arrossivo, il fiato diventava più corto e fuggivo da quei libri. Io non ci volevo più stare lì sopra. Eppure lo avevo voluto così tanto, era un mio sogno. E mentre lo avevo tra le mani mi sgusciava via. Non riuscivo a godermelo. Mi vedevo sempre inferiore, rispetto agli altri.
Sono passati tre anni quasi, da quei primi mesi dove mi sentivo così insicura, debole, fragile, sempre bisognosa di rassicurazioni esterne, non meritevole del mio posto, vittima della sindrome dell'impostore. Un po' ancora lo sono, lo ammetto. Non penso di meritarmi tanto questo titolo, non penso di aver lavorato così tanto come hanno fatto i miei colleghi super devoti alla ricerca.
Eppure sono soddisfatta, sono contenta di me e del mio percorso. Oggi a me del dottorato mi frega ZERO. Oggi a me non mi fa più soffrire questo dottorato. Non mi fa più soffrire vedere che gli altri hanno dei lavori super, e io no. Non mi fa più soffrire che gli altri sono super gasati dal loro futuro accademico, e io no. Non mi fa più soffrire che gli altri sono andati in visiting, e io no. Non mi sento più sbagliata per questo, mi sento solo diversa. Diversa rispetto agli altri, diversa rispetto alla me di qualche anno fa; ma non sbagliata. Semplicemente diversa.
Non so bene come esprimere questa sensazione bellissima che sto provando.
Ma mi sento libera.
Lo so che probabilmente nella vita non farò la ricercatrice ma questo dottorato è davvero una grande lezione di vita. Mi ha permesso di guardarmi dentro e di prendere il coraggio di farlo. All'inizio è stata una necessità: se non lo avessi fatto, probabilmente avrei mollato tutto. Non potevo affrontare più quei libri con serenità, come avevo sempre fatto. Era tutto pesante e insostenibile.
E poi mi guardo oggi. Oggi abbiamo avuto queste presentazioni di ammissione all'esame finale. Sono soddisfatta della mia presentazione. Mi è piaciuta, mi sono piaciuta. Il mio non è un lavoro eccellente, non lo diventerà mai. Ma è un lavoro eccellente quello che ho fatto su di me, per me.
Le mie migliori amiche che mi conoscono bene perché mi conoscono da sempre hanno detto la stessa identica cosa, dopo i miei vocali:"ti sento leggera"
Sono felice che mi vedono così, perché è così che mi sento
Come se non bastassero le presentazioni e la consegna della tesi quasi imminente, in questo mese ho anche avuto due colloqui per il mio futuro dopo del dottorato. Ancora non so le risposte. Anche quelli mi hanno messo alla prova. Ho dovuto studiare, fare dei colloqui, prepararmi. Vinco il posto o non lo vinco, poco importa. Sono soddisfatta di aver gestito tutto al meglio, secondo me. Del risultato non mi interessa più niente.
Brava Ilaria, settembre è quasi finito, e non poteva andare meglio di così, ovvero: bene, per te.
Allego foto significative di questo settembre pieno di impegno, revisioni, presentazioni, colloqui, dita incrociate, pioggia, vento e sangue nelle vene
Fatelo il dottorato, se siete amanti della ricerca.
Fatelo se è un vostro sogno. Fatelo se lo sentite dentro.
In un modo o nell'altro vi darà dei frutti, che non conoscerete a priori.
Anzi, fate sempre tutto quello che vi sentite di fare, che per voi va bene fare.
Buonanotte e buon fine settimana amiche e amici














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