Sabato 26 agosto: ferie(-orbite)
- Ilaria Fiorani
- 26 ago 2023
- Tempo di lettura: 3 min

Ferie-orbite. Le ho chiamate così, le mie ferie. Le ho chiamate così perché ho girato intorno a persone-amiche e loro hanno girato intorno a me. Le mie ferie-orbite iniziavano con quel messaggio, anche se non sapevo che quello sarebbe stato l'inizio delle mie ferie. Iniziavano con la mia amica che mi parlava di quanto era doloroso pensare che la sua storia d'amore con il suo ormai ex fidanzato potesse finire, che era finita. E ora le mie ferie-orbite stanno finendo con un'altra mia amica che mi ha detto, che mi ha appena detto, che la sua storia è in crisi. E lei è un vulcano in eruzione, mentre ne parla. Vorrebbe scappare, vorrebbe andarsene, ma non sa se riuscirà a farlo. Forse le manca quel pizzico di coraggio, quella dose di incoscienza che ti fa dire "va bene lo lascio mi butto in un nuovo capitolo della mia vita". Perché quando una storia finisce, o sta finendo, il coraggio è l'ingrediente principale, è quello di cui ti devi nutrire. E mi sembra proprio un bel caso-non caso che queste ferie-orbite hanno avuto lo stesso punto di inizio-fine. Che poi un'orbita credo che non lo abbia un punto di inizio e di fine. Se per definizione essa stessa è circolare, non inizia e non finisce. Non smette mai di girare. Come noi, intorno alle persone che ci circondano. Non smettiamo mai di essere orbite per gli altri e gli altri di esserlo per noi. Ci sono però dei momenti in cui lo siamo di più e dei momenti in cui lo siamo di meno. Ci sono dei momenti in cui siamo più propensi ad esserlo, dei momenti in cui non lo siamo. E possiamo anche decidere di uscire dalle orbite di persone che non ci fanno bene. Che non girano alla nostra stessa velocità. Che girano in un'altra maniera. Io l'ho fatto. Queste ferie l'ho fatto. E posso dire?! Sono fiera di averlo fatto. Pat pat sulla spalla per te Ilaria. Sono fiera di essere andata di fronte a uno e avergli detto "voglio scoprire le carte in tavola, io questa situazione non la voglio più, non mi sta più bene e forse non mi è mai stata bene". E' stato difficile, ma è stato bello. E' stato mettere i confini, è stata presa di consapevolezza, è stato riconoscere le mie debolezze. E' stato "Ilaria se non glielo dici chiaramente tu un punto non riesci a mettercelo, se lui ogni tanto torna e ti scrive". E' stato "è vero, se non ci parlo non ce la faccio a mettercelo quel punto". E non è stato un segno di debolezza. Vulnerabilità non è debolezza. E' stato un atto di coraggio. E' stato tenermi, riconoscermi, riconoscere che tu non andavi bene per me. Riconoscere che a me non mi andavi più bene, non mi andava più bene accontentarmi e dire "mi va bene anche a me il mind the gap" perché non mi andava bene, sotto sotto. E sotto sotto ci speravo. Che le cose cambiassero. Ma cosa speravo. Le persone non cambiano. I coglioni non cambiano. Vai dalle altre, vai dalle altre porte aperte, visto che "io sono un maestro nel tenere le porte aperte". E poi è stato anche dire, capire, che la vita non si impara dai libri, non si impara dal dottorato, non si impara in università. Per imparare non serve più che io stia in università. La vita la impari fuori, la impari anche fuori, la impari soprattutto fuori. La impari vivendo. La impari leggendo.
La impari ascoltando persone
musica
chiacchiere
chiacchierate
pensieri
sensazioni
sentimenti.
La impari ascoltando
l'aria il vento il sole il mare.
La impari ascoltando fuori di te. La impari ascoltandoti, dentro. La impari ascoltando storie.
Lo dice anche "Il calamaro gigante".
E poi aggiungo anche che psi mi ha detto l'altro giorno "che bello questo che hai detto". E io "cosa?". Che lui ti ha detto "e poi secondo me sei cambiata, non so se con me o in generale ma sei cambiata". E tu hai ora a me hai detto "ma lo so anche io che sono cambiata, non serve che me lo dica lui". E mi tocca pure dirti grazie. Perché ho capito cosa NON VOGLIO dalle altre persone che incontrerò, cosa non voglio per me. Cosa voglio per me.
E GRAZIE lo devo dire anche a voi, persone-orbite, che avete orbitato intorno a me in queste ferie. E' bella la vita con voi, è bella la vita con le persone che mi circondano. Che io voglio che mi circondino. Lo dicevo anche a inizio agosto: gli altri non sono l'inferno. Gli altri ci salvano. Gli altri sono le nostre orbite, sono sulle nostre orbite. Siamo pianeti e possiamo scegliere intorno a chi girare, come girare, per chi girare. Per cosa girare.








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