Non lo so perché (ma questa volta è diverso)
- Ilaria Fiorani
- 20 nov 2023
- Tempo di lettura: 2 min
Non lo so perché, ma questa volta è diverso. Questa volta mi tocca di più, di più delle altre. Il mio collega dice che ha smosso anche i suoi amici, dice che loro sono "persone semplici". E non capisce neanche lui perché questa volta sì, e le altre no. Menomale, dico io. Forse ci siamo stancati tutti di queste tragedie ingiuste. Ingiuste. Per tutte noi, per tutti noi. Non ce ne capacitiamo, siamo indignate, siamo indignati. Non so ancora fino a quando. Noi siamo indignate perché domani toccherà a un'altra. Voi siete indignati perché ce la stiamo prendendo con voi. Sembra ci sia una lotta tra sessi, ma non è questo che vogliamo. Come si fa? Come si fa a ricostruire la società? E' questo quello che vogliamo: una nuova società, una nuova educazione. Una ri-educazione: alle emozioni, alle sensazioni, ai sentimenti, al rispetto, al consenso. Una ri-educazione che parta dalla famiglia e che si propaghi nelle istituzioni scolastiche. Una ri-educazione che parta dai pari, tra noi, per noi. Il rispetto, il consenso, la libertà: sono valori fondamentali. Non c'è una scala di valori personali per questi. Sono fondamentali e basta. E basta anche doversi sentire in colpa per come ci si veste, perché magari poi ti guardano troppo e corri un rischio. E basta anche doversi sentire in colpa perché può succedere che non mi va più di andare a letto con te, anche se fino a un secondo fa mi andava. E basta anche doversi guardare le spalle mentre si cammina di notte a piedi. E basta anche mandare la propria posizione su whatsapp all'amica che è a casa, perché così sei più al sicuro ad un primo appuntamento.
E basta anche sentire di donne che vengono uccise perché volevano vivere la loro vita, senza il loro ex. Basta. Non ne possiamo più.


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