Mercoledì 4 ottobre
- Ilaria Fiorani
- 4 ott 2023
- Tempo di lettura: 1 min
Mich è due giorni che mi dice che mi sente positiva, nonostante tutto, nonostante tutte le lacrime che ho pianto tra ieri e l'altro ieri. Non lo so come sia possibile, che mi dica così, però lo dice. Me lo dice. Evidentemente io non vedo questa positività però so che, ad oggi, non voglio fare la ricercatrice per la vita, non mi entusiasma lavorare sui numeri, MA mi piace scrivere, mi piace leggere cosa hanno fatto gli altri, mi piace l'idea di andare a delle conferenze a presentare. Ora sto lavorando sull'articolo che vorrei mandare per il Collegio Carlo Alberto e poi dopo che l'avrò inviato mi metto a lavorare sulle slides per venerdì prossimo. Oggi cerco di sistemare in maniera decente la parte dei dati, commentandoli, e domani cerco di sistemare la parte discorsiva. Non lo so, cioè lo so, non è un lavoro definitivo ne tantomeno fatto alla perfezione. Non so se lo sarà mai. Forse devo fare come San Francesco, che si festeggia oggi, che diceva:
«Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile.
E all'improvviso vi sorprenderete a fare l'impossibile».
E secondo voi invece come si fa?


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