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Mercoledì 13 settembre: 12 ore (dopo)

  • Immagine del redattore: Ilaria Fiorani
    Ilaria Fiorani
  • 13 set 2023
  • Tempo di lettura: 4 min

ore 11:40 io non lo so se non mi piace fare ricerca o se non mi piace perché fatico: a fare, a capire, a sentirmi a posto, a sentirmi nel mio posto, a sentirmi a posto con me stessa e con i miei pari. Perché a volte, tipo in questo momento, fare ricerca mi piace. Mi piace scrivere, mi piacere farlo in italiano e anche in inglese anche se più difficile. Mi piace l'inglese, mi piace l'inglese da sempre. Un po' come quella persona che ti piace da sempre e che sta sempre lì anche se non la frequenterai mai. Un po' come te, anche se non lo saprai mai. Solo le mie amiche lo sanno, quante ne sanno. Luci poche sere fa mi ha detto "quante cose avrai da raccontare". Ed Elisa ha aggiunto "io già mi sono persa da un po'".

ore 23:40 bilancio di fine giornata:

Sembra che non mi bastino le ore. Sembra che non ce la farò a fare tutto. Il progetto per il visiting, la bozza per il workshop per dottorandi, la presentazione...rispettivamente il 30 settembre, il 6 ottobre e il 13 ottobre. Mi sembra troppo poco tempo, mi sembra troppo poco tempo per fare tutto. Per metterci tutto: anima e cuore. Mi servirebbe proprio una bella botta di culo. Scusate il francesismo. Che ne so, il progetto per il visiting tipo, bho, non posso conoscere qualcuno che mi indirizzi nella letteratura o nell'idea di ricerca? Che poi, in quell'1% penso sempre io, non ci rientrerò mai io. Però poi penso: ma ci è rientrata anche una da Sapienza che ha studiato qua in triennale. Non sempre entrano solo quelli di LSE, USL o altre facoltà rinomate. Lei mi ha chiaramente detto "se scrivi bene il progetto hai delle possibilità". Il bello, e il difficile è questo: scrivere bene il progetto. Non posso dedicarmi solo a quello. Forse se mi fossi dedicata solo a quello qualche piccola speranza ce l'avrei avuta. Ma così... mi sembra un po' tempo perso. Non lo so amici voi che dite? Io ci vorrei provare comunque a farlo almeno fino al 29 settembre e poi si vedrà, anche se bho, domani lo dico al prof e vediamo cosa dice lui. Anche se come ha detto Anna "ma solo queste cose impossibili ti deve mandare?" AHAHAH hai ragione Anna mi hai fatto molto ridere dicendomelo E poi oggi ho ascoltato Isa che aveva un momento di down, però Isa, lo sai anche tu, lo sappiamo tutte e due, la forza la devi trovare dentro di te. Non negli altri. In te. Ce la farai, devi credere di più in te stessa. Non in quello che ti dicono gli altri, non in quello che ti dicono tua mamma, tua sorella, la tutor, la tua amica, la tua conoscente, la tua compagna di corso. Certo chiedere consigli serve, ma serve prima di tutto sentire te stessa, prima di sentire gli altri. E poi Isa mi ha accompagnato a prendere un dolcetto per il mio collega, depressino, con cui sono andata a mangiare un piatto di pasta perché così già non volevo andare al seminario e al mio "ma mica mi va di andarci", mi ha risposto "eh non ci andare", e io "okkei", e lui "allora mi accompagni da Paolo?" e io "va bene". E poi mentre andavamo e mentre tornavamo su, mi ha detto che è scoraggiato, sia per il lavoro che per le presentazioni. Che non ha niente sulle mani. E al mio "ma neanche io", ha risposto "sì ma una bozza di 8 pagine la hai". E' vero. Ieri anche psi mi ha detto che io uso l'attenzione selettiva. Ed è vero. E' vero. Mi focalizzo solo su certe cose, solo sulle cose che non vanno bene, solo su quelle. Non su quelle che vanno bene, su quelle che ho. Devo cambiare prospettiva. E poi siccome il mio collega era depressino, dopo pranzo sono andata a prendergli un dolcetto alla pasticceria che piace a lui. Isa mi ha accompagnato e ce lo siamo prese anche per noi due, un dolcetto. Buono. La pasticceria è Foligni. E poi gliel'ho portato come regalo, o meglio come rimedio contro la depressione. Qui di seguito una me felice nel fare regalini.

E poi mi sono rimessa su Stata e quella cosa, niente, neanche oggi sapevo farla. Al che a una certa prendo, mi decido e scrivo all'RTDA che mi dice che non saprebbe aiutarmi e mi dice di chiedere a Michele o Davide. E allora salgo in dipartimento, perché io il dipartimento non lo frequento per la peer pressure (il Riccy), e trovo invece Matteo che mi dice come fare. E se frequentassi il dipartimento forse tutti problemi li risolverei in 2 minuti invece che in 2 giorni. Prima però devo risolvere la peer pressure. E poi ho lasciato un bigliettino a Isa, e Isa ne ha lasciato uno a me.



E poi ho chiesto un consiglio su un tipo a Noemi anche se lo sapevo già cosa volevo fare ma Noemi ascolta tipo degli esperti di relazione e quindi meglio chiederglielo (ma non gli chiederò mai più di farmi foto con la macchina usa e gettahah).

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E niente, il messaggio è questo e lui è rimasto senza aperitivo. Non fa niente amico, sai quante ne trovi là fuori. Io ora non voglio uomini (forse). Quindi non mi disturbare grazie (prego scusi tornerò?!) E poi sono tornata a casa, spesa, spiedini e patate. Due tiktok dopocena e un'abbozzata al progetto per il visiting. Mi sembra sempre di fare molte cose ma troppe poche per il PhD. Mai abbastanza. Sempre mai abbastanza. Questo mai abbastanza non mi fa fermare mai. A volte mi da la carica. A volte mi fa male, malissimo. Tipo ora, ora mi carica anche, sapere che devo fare tante cose e che ho poco tempo. Poi certo magari verrà tutto uno schifo: il progetto per il visiting, la bozza-paper per la conferenza, le slides per la presentazione. Però ci provo. Però domani chiedo al prof per il progetto del visiting che già me lo immagino che mi dice di provarci senza aspettative e allora io gli chiederò se valga veramente la pena farlo e poi forse abbandonerò?! Who knows Lo scopriremo solo vivendo





 
 
 

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