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Martedì 5 settembre: meglio (di ieri) e felice (di oggi)

  • Immagine del redattore: Ilaria Fiorani
    Ilaria Fiorani
  • 5 set 2023
  • Tempo di lettura: 4 min

ore 15:54 Stamattina era iniziata male male. Oggi già va meglio di ieri. Poi aggiungo i dettagli. Intanto per ora ho solo sbagliato a scrivere la data; magari tornassi al 2009 dove probabilmente oggi sarei stata indecisa su quale diario scegliere e alla fine avrei scelto quello di Moccia tutto argentato e sbrilluccicoso. Il diario era uno state of mind: il mio (ironico/iconico) state of mind da stella era già scritto.

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ore 00:15 oggi felice. Oggi felice perché nonostante stamattina ero veramente in lacrime con psi, poi mi sono ripresa e ora mi sento bene. Ora sto bene bene anche se durante la seduta con psi mi sono sentita di nuovo male perché ancora tremendamente travolta dalla mia parte-bambina; lo so che devo abbassare il volume di quella parte che dice che non-sono-mai-abbastanza-per-questo-dottorato ma a volte non ci riesco. A volte non ci riesco, e piango. Eppure era da un po' che non sentivo questa sensazione. E' da venerdì che la riavverto, ma stasera sto già meglio. Ora sto bene perché dopo aver parlato con psi, ho videochiamato il prof. E avevo quella paura tremenda di sentirmi dire per l'ennesima volta "devi lavorare di più, notte e giorno, non devi uscire con amici fidanzati parenti" e così via. Invece oggi il prof è stato neutrale. Si è attenuto a quello che ci lega: il mio lavoro. Non ha invaso i miei confini personali. Mi ha dato delle dritte su cosa fare. Non mi ha detto come, ma il come me lo dirà Google quando digiterò "how to do this thing on Stata". Che sbatti. Ma devo farlo. Oggi Mary ha detto: "vi siete trovati". Trovarsi. E poi abbiamo parlato del trovarsi. Che a volte l'amore è solo una questione relativa al trovarsi. Che non dobbiamo stare a cercare chissà dove, chissà quanto. Che non dobbiamo uscire chissà dove, chissà quanto. Basta anche andare a fare una passeggiata, stare in un autobus, andare in un bar a prendere un caffè. Basta poco per trovarsi. Mary diceva "è la cosa più difficile". Io direi "è la cosa più bella". E poi il prof mi ha detto detto che possiamo provare la presentazione insieme. Che lui mi ascolta prima del 13 ottobre. L'ha chiamata "knockout presentation". E io ho pensato "wow". Non è da tutti avere un prof che ti dice che ti ascolta la presentazione, prima della presentazione stessa. E poi ho pensato che se continuassimo così, forse potremmo andare d'accordo. Perché ciò di cui ho bisogno è di avere un incontro con lui, non uno scontro. Invece tutte le altre volte io sentivo che lui mi affossava. Non lui, ma le sue parole. Non riuscivo proprio ad essere motivata da quelle parole. E poi oggi dopo la videochiamata ho schematizzato tutti i punti che mi ha detto di fare in un file word. E mi sono resa conto di non aver mai fatto una cosa del genere. Di solito mi buttavo a capofitto nelle cose da fare senza capire bene, senza sapere bene, cosa fare. Di solito mi buttavo a capofitto nei fazzoletti e nelle mie lacrime. E poi dopo aver schematizzato e sintetizzato il tutto, ho cercato di fare una scaletta dei giorni in cui poter fare tutti quei punti. Voglio provare a rispettarla. Per organizzarmi al meglio. E non per farmi mettere pressione da quei punti. Ce la voglio fare. Ci voglio provare. E poi mi sono proprio accorta che oggi sono stata davanti al pc con un altro spirito, con lo spirito di chi sa che può farcela, se ci mette impegno, tempo, energie, concentrazione e senso del dovere. Capito Ludo? Puoi farcela anche tu, ce la farai anche tu. Ne sono sicura. E poi ho pensato di iniziare a impaginare le slides, e di scaricare Latex per fare le slides. Eppure non ho ancora capito come si scarica bha domani vedo meglio. Intanto Pio mi ha detto di scaricarmi un manuale che me lo spiega. In bocca al lupo a te, amico. Mangiati Bertinoro. E poi mi ha scritto Luci, questo:

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Che sollievo sapere che il venerdì sarà di nuovo il nostro giorno preferito della settimana. Ritrovo ore 22:15, parcheggio a rampa zara, Cervellone, birra, bretzel. Carlo e il ragazzo, Marco Bonci, Roberto e Diego, Roberto e Riccardo. Le solite facce note del burning, le solite certezze del venerdì sera. Come me e te, Luci. La differenza tra me e te non l'ho capita fino in fondo veramente bene. E poi una cena (quasi) coi fiocchi. Spiedini e verdure miste al forno, che siccome si sono cotte in un'ora di tempo e con tanta pazienza, mi hanno fatto meritare di aprire la birra. Io odio cucinare, io riscaldo; ma siccome oggi ho cucinato, la birra me l'ho meritata. E poi dopocena mi andava di mettermi a leggere quel libro su Latex e l'ho aperto, senza installare il programma, ma comunque l'ho aperto. E poi ho visto un'email del prof che mi ha mandato una possibilità di visiting, a Helsinki, a UNU-WIDER. Bisogna fare application, e nella call delle application c'è scritto che viene accettato l'1% delle domande. Sicuramente quell'1% non sarò io. Comunque sia, se mi venisse in mente un'idea, la domanda la inoltrerò. Tentare non costa nulla. E poi, ho creato il muro dei buoni propositi e vederlo riempito con i vostri buoni propositi mi sta rendendo felice. E vado a dormire felice. Oggi è una buonanotte felice. "Buonanotte felice" sarà la nuova "notte nottina".


 
 
 

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