Martedì 18 luglio 2023: rabbia (positiva)
- Ilaria Fiorani
- 18 lug 2023
- Tempo di lettura: 2 min
Ho parlato con psi. E parlava la rabbia. Ero arrabbiata. Arrabbiata perché mi sono stancata di sentire le pressioni del prof. Arrabbiata perché il percorso è il mio e decido io come fare, se e quanto fare. Arrabbiata perché basta. Basta. Mi sono stancata di mettermi sempre in discussione. Di sentirmi sempre non abbastanza. Psi dice che quella parte non se ne andrà mai. Brutta cosa. Ma dice anche che devo dialogarci, devo abbassare il volume. E che è un allenamento. E che mi sto allenando ora. Come altre volte. Ma prima non me le ricordavo, quali erano queste altre volte in cui mi stavo allenando. Ma ci sono state. E continueranno ad esserci.

Ieri mi sono fatta i miei piani. E li ho appesi davanti a me. Sono appesi davanti a me. E li voglio rispettare perché sono i miei piani. E non quelli del professore. Che tra l'altro farà parte della mia vita per il prossimo anno e mezzo e poi se ne andrà. Relativizzare il tempo mi aiuta. Grazie a Mary, che una volta mi ha detto "ma che ti frega di quello che pensano loro, che vedrai per i prossimi due anni della tua vita e poi basta". E da lì ho pensato sempre, e sempre più spesso, che io sono la persona con cui trascorrerò tutta la mia vita. Che sì, come dice Cate, gli altri sono importanti. Ma ovvio che lo sono. Ma ovvio che lo siete. Ovvio che voglio sentirmi voluta bene, apprezzata, supportata. Ma da chi è importante per me. Da chi è mia amica, amico, sorella, collega, cugina. Non da un professore che poi rimarrà solo il professore che mi ha seguito nel dottorato. Oggi ho scritto questo nel mio quadernino psi:

E ho fatto tutto questo disegno inconsciamente mentre parlavo. Forse è la mia rabbia. Ma la mia rabbia è positiva. E' protezione. Se prima parlando del prof piangevo solo, ora mi fa arrabbiare. Ora mi attiva. Ora mi protegge. Ora protegge quella parte di me che non si sente abbastanza. Perché basta, mi sono veramente stancata. Sono stanca. Vado avanti per la mia strada per il prossimo anno e mezzo. Per la mia strada. Non per la strada che vorrebbe il prof per me, ne per la strada che stanno facendo gli altri. La domanda per i tirocini non la faccio. Io voglio andare nella istituzioni dopo che ho il titolo. La domanda per i tirocini ora non mi serve farla. Non mi serve farla, solo per sentirmi come gli altri. Io sono io, e gli altri sono gli altri. Io vivo nel mio pianeta. Ciascuno di noi vive nel proprio. Fortuna che io sono circondata di persone che lo capiscono, qual è il mio pianeta, com'è il mio pianeta. Ma non il prof. Ma non mi importa. Non ci importa. Non possiamo fare niente per cambiare lui. Ma possiamo fare qualcosa per cambiare noi. Per agire noi. Per vivere io. Per vivere io la vita che voglio io. Che io so essere meglio per me. Solo per me.


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