Ma l'amore che cos'è?
- Ilaria Fiorani
- 28 feb 2024
- Tempo di lettura: 2 min
Ma l'amore che cos'é? Cantano Cecco e Cipo, canta Luca Carboni, e chissà quanti altri ne cantano, ne canteranno e ne hanno cantato. Non riesco a capirlo, non riesco a conoscerlo. Non riesco a trovare qualcuno con cui provare a conoscerlo, con cui provare ad avvicinarmi. Con cui provare a sperimentare. Sono incazzata. Mi fa arrabbiare. Eppure so che non è in mio controllo. So che ci sono io e so che c'è una seconda persona, diversa da me, con le sue sensazioni, emozioni, sentire e vissuti. Eppure sento, o almeno a me sembra, che oggi ci sia poca volontà nel provare a conoscere qualcuno, nell'andare oltre, nel capire meglio, nel vedersi e poi si vedrà. E poi, se posso (non me l'ho asssssolutamente legata al dito come farebbe la mia amica, no no) l'amore è una declinazione dell'amicizia. Per un po' ho creduto che questo fosse riduttivo, e invece no, non lo è. Non siamo e non possiamo essere amici di tutti. E non siamo amici di tutti alla stessa maniera, allo stesso modo. Dire che l'amore è una declinazione dell'amicizia è semplicemente dire io con te sto bene, passo volentieri il mio tempo con te, ti ascolto, e voglio che tu mi ascolti. Voglio condividere con te la mia vita, la mia quotidianità. I miei pensieri. Le mie gioie e le mie sofferenze. Le mie sensazioni. Le esperienze della vita. L'affetto. In aggiunta a questo, in Amore c'è il sesso. C'è la condivisione dell'intimità. Ci sono le coccole, la tranquillità, la serenità che una persona ti può dare. Ma se non ci diamo mai la possibilità di sperimentare, di accogliere qualcuno di nuovo e provare a vedere come andrà, non lo sfioreremo neanche, l'amore. Oggi forse sono pessimista. No, pessimista non è la parola giusta. Oggi sono dispiaciuta. Dispiaciuta perché ho questa sensazione di voler provare a conoscere qualcuno seriamente, e poi non trovare qualcuno disposto ad accogliermi e a mettersi in gioco. Poi ci chiediamo (e ci lamentiamo) perché stiamo tutti su Tinder: perché è più facile farsi una scopata. E' più facile. E' più facile spogliarsi dei vestiti, ed è difficilissimo spogliarsi dei propri preconcetti, del proprio passato, del proprio tempo, del proprio ideale di partner. Io non la conosco la ricetta. Ma la cosa che mi da più rabbia è che mi sentirei pronta per una frequentazione, e invece temo che finirò tra qualche mese ancora a letto con qualcuno di cui non me ne frega assolutamente niente perché tra un po' gli ormoni mi si risvegliano e siccome siamo essere umani, la libido chiama. E io rispondo.
In questo momento ho molti pensieri in testa, e sto cercando di fare ordine. Ordine mentale. Ordine sensazionale. Ordine vitale. Io amo la programmazione, amo avere sempre tutto sotto controllo. E amo anche provare delle emozioni, delle sensazioni. A volte vado ai date per quel motivi: per sentirmi viva nel marasma del controllo e della programmazione. Per sentire delle sensazioni diverse. Per sentire come risponde il cuore, la mente, il corpo. E poi torno sulla terra. E poi torno sulla terra con una sola certezza: sto bene così come sto, sto bene da sola, o meglio sto bene con le mie amiche e i miei amici. Sto bene con la mia vita.



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