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Lunedì 28 agosto: (a) pezzi

  • Immagine del redattore: Ilaria Fiorani
    Ilaria Fiorani
  • 28 ago 2023
  • Tempo di lettura: 2 min

Oggi ho trovato la tazza della Egan a pezzi.

A pezzi. In 5/6 pezzi. Quella tazza che ho preso con i punti della Coop di Cate, che mi ha regalato con generosità, e che io avevo voluto così tanto. Non so perché, non so come, ma sono andata a riaprirla e l'ho trovata scomposta. Chissà se ci sarà arrivato Silvestro. O se sarà caduta accidentalmente. Non lo so. Ma mi ha preso un colpo al cuore. Era la seconda tazza della Egan che avevo voluto prendere per una seconda persona nella mia futura casa, chissà quando. Ma l'idea di avere due tazze uguali mi faceva sognare, di ospitare qualcuno, di invitare qualcuno, per un thè o per una serata in intimità. Che bello sarebbe svegliarsi e avere due tazze uguali per fare colazione. Un'idea semplice, banale, niente di eccezionale. Ma quando sono andata a riaprire la scatolina della tazza della Egan si è rotto anche il mio cuore, il mio sogno. Sto esagerando? Sto esagerando. Però oh che devo fare io volevo quella seconda tazza per quel proposito. E allora che ho fatto. Ho aperto Attack, ho aperto la tazza. O meglio, ho tirato fuori dalla tazza i 5/6 pezzi. E con calma e con cura, e con pazienza, mi sono messa a riaggiustarla. Ho rimesso insieme i cocci e l'ho riscostruita. È un po' malconcia, però è in piedi.


È un po' malconcia e in piedi come la mia amica a cui costa fatica lasciare sua figlia al nido, come se una parte di lei si fosse aperta, si fosse distrutta, per lasciar crescere sua figlia in altri luoghi rispetto al suo nido iniziale.

È un po' malconcia e in piedi come la mia amica rotta dalla sua storia che oggi mi ha detto "mi ero solamente distratta e stare qua fa male".


E ho pensato a loro due, quando rimettevo insieme i pezzi. Dopo aver rimesso insieme i pezzi siamo sempre noi, siamo sempre noi ma un po' diversi. Un po' segnati dalle esperienze, dalle rotture. Con i segni di queste rotture visibilmente visibili. A vista. Te li vedi tu, te li vedono gli altri. Però la parte bella è anche questa: lasciarsi attraversare dalle rotture, riconoscerle, affrontarle.

Rinascere, ricuciti. Con i segni delle cuciture.

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