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Linea(re)

  • Immagine del redattore: Ilaria Fiorani
    Ilaria Fiorani
  • 29 nov 2023
  • Tempo di lettura: 3 min

Lineare. La linea è il re. E' una linea: faccio cose per me più difficili perché così sono più soddisfatta, voglio persone che non mi vogliono per lo stesso motivo. Per avere la prova che io valgo. Non mi basta valere a prescindere. E' un meccanismo contorto dico io, sì ma è lineare dice psi. A me i numeri mi fanno schifo, non mi sono mai piaciuti: eppure via, un dottorato in economia dove non mi piace niente di tutto quello che è centrale in questo dottorato ovvero lavorare con i dati. Sì, mi piace il resto, ma non questo. E poi a che serve. E poi serve a questo: a poter dire, una volta finito il dottorato, vedi che ce la fai, vedi che ce l'hai fatta, anche se difficile, anche se non nelle tue corde, anche se faticoso. E' sempre così, è sempre stato così. Ho sempre scelto di fare cose difficili perché dovevo avere la prova, la dimostrazione tangibile che così valevo, che così valgo. E quando io dico: voglio fare tutto quello che posso in questo percorso, psi dice "tutto quello che puoi o tutto quello che vuoi?". Non lo so dico io, e mi rifaccio la domanda in altri termini: "se non facessi tutte queste cose, sarei comunque convinta di valere?". Forse no, dico io. Forse faccio, perché fare è indice di valere. Io lo so, io lo so che siamo e valiamo anche senza fare, ma io devo sempre e solo fare. Io i periodi in cui sono stata senza fare niente solo per godermi le giornate e rilassarmi, io non li conosco. Non mi appartengono. Non fanno parte di me. Non li conosco. Io già da ora penso a cosa farò dopo il dottorato, già da ora. A un anno dalla fine. A un anno. Non a un mese. A un anno.

E poi ecco anche cos'altro faccio: io mi incaponisco sulla persona che non mi vuole perché così facendo è una dimostrazione che se mi vuole io valgo. Psi mi ha chiesto questo, se anche nelle relazioni funziono così, e la risposta è stata quella, è stata un sì. Ed è stato proprio così; con GP e con GM, io che ho fatto? Nonostante GP fosse così carino, tenero, disponibile, dolce, affettuoso, gentiluomo, galante e tutto quello che veramente ognuna meriterebbe, io non ero così coinvolta. Io non ero così coinvolta perché invece ero coinvolta da GM che mi dava attenzioni con il contagocce, solo quando voleva lui, e io dovevo sempre andare lì a pregarlo e a farmi notare, perché quella era la sfida, quella era la difficoltà. Da dove hai imparato questo? Bella e ardua domanda. Abbiamo sollevato la polvere sotto il tappeto, intanto lo abbiamo condiviso. Poi lo esploreremo. Ma la cosa più bella che oggi mi porto a casa è questa: siamo contorti, ma siamo lineari. O meglio: io sono contorta, ma sono lineare. Detto questo, in apertura, "emotivamente tranquilla" sono state le parole con cui psi mi ha definito. "Stabile ma satura, di cose da fare e da pensare", mi sono definita io. E lei ha detto "emotivamente tranquilla". Esatto, emotivamente tranquilla. Ora non più ma devo solamente staccare un attimo la testa e i pensieri dalle cose da fare. Ora pago la bolletta ma il tecnico della caldaia lo chiamo domani. Amen, non succede niente.

 
 
 

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