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Gennaio recap

  • Immagine del redattore: Ilaria Fiorani
    Ilaria Fiorani
  • 5 feb 2024
  • Tempo di lettura: 3 min

Gennaio è iniziato bene, lo avevo già detto, ed è finito pure bene. Mi è stranamente stato simpatico. Di solito mi annoia, di solito è molto lento. Quest'anno no. Quest'anno gennaio l'ho iniziato con una sbronza , ed è proseguito poi con tanti dati e nessun date. "Top" ha detto il prof, in una videochiamata di gennaio. E io dentro di me: "wow lo ha detto veramente?" E poi ha aggiunto "sei contenta?". Ma io a dirla tutta, sì, sono contenta, sono soddisfatta, che ci sto tirando fuori qualcosa, ma credo che la felicità me la dia altro. La felicità la danno le amiche, gli amici, la famiglia, le sorelle, gli affetti, i momenti trascorsi insieme e da soli, quelli che sono per gli altri, con gli altri, e quelli che sono tutti per noi. A gennaio ad esempio è stato questo, a darmi la felicità nelle piccole cose: le Samba che amo, una serata salvata con un gelato e una birra dopo una comica cena per single (veramente) disperati, una serata salvata con un cinema dopo non essere riuscite ad entrare ad uno spettacolo (gratuito) sulla Carrà, un libro finito e uno iniziato, un cartello sulla mancanza di pesce troppo mio, un bigliettino lasciato sul mio posto, degli ombrelli colorati appesi in sincro e poetici da vedere, una passeggiata prima che R. partisse per l'Erasmus con tanto di tramonto rosa sul mare, un'altra (non bella) serata a teatro salvata con un dolce e due chiacchiere con le amiche, una cena con G. e L. per avere news sul matrimonio, delle belle nuvole grigie, un rinfresco solito della biblioteca a cui io come al solito vengo invitata così a caso, dei ciuffi venuti bene, una cena fuori per il compleanno della coinqui, un commento di S. che mi ha detto "stai un sacco bene" due volte di seguito e che mi ha fatto molto piacere, l'organizzazione della registrazione del podcast (che però non farò più) e la moderazione di pausa caffè che invece mi è piaciuta, una serata karaoke con tutti giovani mooolto carina, un po' di shopping compreso l'acquisto del vestito di carnevale ancora da sfoggiare, un giro da tiger con tutta la collezione di San Valentino troppo cuoriciosa e romantica, i primi dolci di Carnevale, le chiacchiere (non di Carnevale) con M., la lega del Fantasanremo, i capelli (cool) fatti da sola, un pranzo di pesce dopo una serata ballerina, la ri-iscrizione in palestra, la discussione di cosa migliorare del phd con il coordinatore del corso di dottorato, due domande per conferenze e due domande per tirocini inviati. Forse, a giorni, ho pensato che stavo facendo troppo. Che era tutto troppo. Però fare troppo mi fa stare, più o meno, bene. Mi fa sentire di essere abbastanza. Come va Ilaria? dice psi. Tutto bene, dico io. Non era vero, non andava per niente tutto bene. C'è stata una settimana in cui non sono stata per niente bene, ma non ci volevo pensare. Non volevo sentire nessuno, parlare con nessuno. Quando chi mi è vicino se ne accorge mi sento inerme. Non voglio che gli altri se ne accorgano. Non voglio parlare delle mie pare. Ma poi se ne parlo mi sento meno sola, mi sento compresa. Il dolore condiviso è un dolore più leggero aveva detto la Doc. Lo ha ribadito Mich, che mi ha fatto piangere ascoltando i suoi vocali e rispondendo con i miei. A parte ciò, a parte i momenti di down, è stato un bel mese.

 
 
 

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