Doppio scudo
- Ilaria Fiorani
- 21 mar 2024
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 22 mar 2024

Qui. Con tutto questo disordine davanti. Disordine che è mentale, prima che presente fisicamente sopra la scrivania. Fisso gli oggetti di fronte a me. Leggo "PhDream o PhDrama". Leggo "I love my colleague". Leggo "il segreto del successo risiede nella costanza con cui si persegue uno scopo". Leggo "balsamo perfeziona la superficie del capello". Leggo tutto questo e vedo che voglio solo una cosa: rifiorire. Rifiorire come l'inverno, quando arriva la primavera. L'inverno è freddo. Rigido. Buio. Scuro. Ti entra nelle ossa. Ti obbliga a guardarti dentro. A sentire quella sensazione di voler scappare il prima possibile dal freddo. A sentire quella sensazione di volere un riparo. Eppure va attraversato, va conosciuto, va vissuto. Ora vivo male, il mio inverno, oggi che entra la primavera. O forse ieri è entrata. Ora vivo male tutto quello che devo fare. La presentazione domani, il workshop ad aprile, la summer school a maggio ma prima l'invio dell'articolo entro fine aprile. Il tutorato. La radio. Il weekend sempre da pianificare. La palestra. La vita sociale. Le chat di whatsapp. Le domande per tirocini e conferenze. Le bollette e l'autolettura del gas. I turni delle pulizie.
Il mio inverno è pieno di rami, che aspettano di essere tagliati. Di essere potati per fare spazio ai fiori della primavera. Il mio inverno è pieno di cose da fare, ma prima ancora da pensare. Via, pensieri. Andatevene. Stanno tutti scritti in un foglio di fronte a me. Li dovrei strappare. Mi stanno solo appesantendo. Non siamo perfetti. Siamo esseri umani. Abbiamo i nostri nuclei di sofferenza. Non vinco nessun premio se faccio mille mila cosa. Mi devo liberare dei rami che non mi portano più frutto, non posso andare avanti così. Necessito di una pausa. E ora me la prendo. Mi vado a fare una passeggiata, poi torno, rivedo la presentazione, mi doccio, e forse settimana prossima mi fermo. Almeno per qualche giorno.














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