Devi fare ciò che ti fa stare bene
- Ilaria Fiorani
- 2 ott 2023
- Tempo di lettura: 2 min
Oggi ho avuto la brillante idea di dire "oggi pomeriggio mi metto a lavorare in dipartimento" ma mentre salivo le scale avvertivo la pesantezza, quella pesantezza, di quando vuoi fare una cosa ma sotto sotto non la vuoi fare. Volevo chiedere info su Stata agli altri e quindi mettermi lì con loro ma in realtà a me non va di stare lì quindi niente, sono salita e uno degli altri mi ha detto "come sta andando la tua ricerca". Ecco perché non ci vado, perché mi mette ansia che qualcuno me lo chieda perché come vuoi che sta andando, male. Guarda gli volevo dire anche io volevo abbandonare tutto ma non mi pare il caso di farlo a un anno dalla fine. E quindi niente tengo duro e faccio quello che posso. Volevo mandare la domanda per quel workshop per dottorandi ma non so se ce la faccio. O meglio, ce la posso fare, ma non sarà perfetta. Devo anche modificare quelle benedette slides. A giorni mi immagino ricercatrice e mi immagino bene, a fare presentazioni, a fare network, a girare il mondo. A giorni mi immagino il futuro com'è ora il presente: tutto il giorno davanti al PC a fare ricerca e mi immagino male, mi vedo male, vorrei solo andare via da qua e non fare più niente. Però poi mentre lo scrivo e mentre lo penso mi viene da piangere. E sono qui fuori in piedi circondata da persone che passano, che stanno sedute, che chiacchierano. E io dove sono? Immobile. Mi sembra di essere immobile. Qui, immobile. Però anche poco ogni giorno facciamo qualche passo. Dovrei salire per andare a prendere le cose e rimettermi al PC e andare a prendere quel PC di sopra e fare un attimo un recap con calma e senza ansia. Ci provo credo, anche se avrò una faccia brutta da una che ha pianto. Anzi, non si dice brutta. Si dice solo faccia da una che ha pianto. Siamo belle lo stesso anche quando piangiamo, no?
Oh che bel profumo al cocco che ha questo che mi è appena passato davanti.


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