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16/02/2023: fare (con fatica) è una risorsa

  • Immagine del redattore: Ilaria Fiorani
    Ilaria Fiorani
  • 16 feb 2023
  • Tempo di lettura: 2 min

“Fare con fatica è una risorsa” è stata la prima cosa che ho scritto oggi nel quadernino self-care ovvero il quadernino che uso per prendere appunti durante le sedute con la psicologa, che se lo avessi saputo prima che mi avrebbe fatto bene (a volte male) avrei iniziato prima.


Fare con fatica è una risorsa perché questi giorni è dura, fare quello che devo fare.

Alzarmi la mattina, aprire il pc, mettermi a capire cosa devo fare e mettermi a capire che valgo lo stesso senza che qualcuno me lo dica e che quello che mi dicono gli altri non mi deve toccare.


NON MI DEVE TOCCARE. CHE PALLE.


Sono stufa di questa parte bambina insicura.


“Bisogna imparare a fare in modo che la mia parte matura si prenda cura di questa parte bambina e che la rassicuri” mi ha anche detto la psicologa.


La mia parte matura lo sa che questo dottorato per me è una sperimentazione, è un momento di formazione, è un’opportunità ed un momento per crearmi nuovi stimoli e interessi. E se mi dico questo, anche solo mentre lo scrivo, mi tranquillizzo, respiro e le lacrime smettono di scendere.

Poi però c’è l’altra parte, quella bambina, che da lunedì è scossa dall’ansia che mi ha voluto mettere addosso il prof per spingermi a fare di più ma che mi ha solo che abbattuto. Però come ha detto la psicologa “non ci deve toccare quello che gli altri pensano o dicono”. Però che palle, non è facile. Magari un giorno prima o poi lo imparerò, sto qui per questo, per imparare a vivere e per vivere con le cose che imparo. Perché è vero che non si smette mai di imparare, ed è vero anche quando si tratta di noi stessi.


“Tu come ti vedevi in quella situazione da tutor?”

“Bene, stavo bene, mi sentivo utile e mi sentivo di poter aiutare qualcuno più piccolo di me per potergli dare quello che io ho imparato negli anni”

Ecco vedi che non c’è solo quella parte di te, quella parte lì.

Devi imparare a vedere anche la controparte di quella parte lì, perché noi siamo fatti a parti. E menomale mi verrebbe da dire.


Fortuna che qui la musica ci arriva e mi fa smettere di continuare a fare questi pensieri. Che devo leggermi la trama dello spettacolo di teatro di stasera e poi fortuna che vado a teatro e che vedo Anna.

La smetto, per ora. Torno domani su queste pagine.


 
 
 

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