14/02/2023: facile (non è)
- Ilaria Fiorani
- 14 feb 2023
- Tempo di lettura: 4 min

Non è facile, svegliarsi e alzarsi dal letto la mattina quando il giorno prima facile non è stata. Quando hai paura di rivivere le stesse sensazioni ed emozioni negative del giorno prima. Quando vorresti essere dovunque ma non nel tuo letto, cercando di trovare la forza per alzarti e iniziare una nuova giornata sperando che sia più bella di quella appena passata. Direte voi “eh ma che sarà mai, per così poco”. Per così poco un cazzo. Per me il dottorato è la mia vita e la mia quotidianità. E anche per fortuna diciamo, perché come ha detto la mia amica Annalisa: “pensa alle nostre amiche che hanno come priorità le loro figlie e che d’ora in poi per loro sarà sempre così”. Ed è vero, ha ragione. Però certe volte, quando vedi nero, non è facile vedere bianco. O almeno per me non lo è. E quindi niente ho trovato la forza di scendere dal letto, quando erano ormai le 9, di andare in bagno, di sistemarmi, prepararmi, prepararmi il pranzo, rifare il letto ed uscire. E andare in uni e cercare un posto in biblioteca che almeno fosse lato corridoio perché mi piace di più la vista giardino.
E poi niente, sapevo che alle 11:30 sarei dovuta scendere in centro per il regalo della mia ex-coinquilina e quindi far passare quell’ora cercando di trovare cose inerenti al merge/append di Stata è stato più semplice per il poco tempo che avevo a disposizione.

Sono andata in centro, io e Katia abbiamo comprato il regalo per Claudia e poi ci siamo comprate anche un regalo per noi. Lei una tazza da aggiungere alla sua collezione tazze e io un adorabile cuscino a forma di fiore moooolto mio.
E poi ho fatto un salto da H&M sezione bambini e sono troppo adorabiliii quei vestitini piccoliii che quasi mi fa venire voglia di averlo pure a me un figlio piccolo (scherzo, mio figlio sarà la mia tesi). Magari riempirò di vestiti le figlie delle mie amiche, ma io un figlio non ce lo vedo proprio con me, chiamerebbero subito i servizi sociali come dicemmo una volta per scherzo io e Mich.
E poi niente, sono tornata in uni e queste piccole cose mi avevano messo già più di buon’umore.

E allora sono scesa in giardino a fare pranzo con Isa, e a parlare dei nostri drammi amorosi, i miei e i suoi, e lei se ne esce a una certa dicendo “ma a te ti serve un ragazzo? lo vuoi?” e io rispondo “no” e lei “e allora goditi la vita da single”. E aveva ragione, e ha ragione.
Ma quando è San Valentino, è un po' più difficile dirselo e crederci. Perché sì, lo so che da sola sto bene, che non mi manca niente, che sto benissimo così, che mi posso auto-supportare da sola, dirmi brava da sola, farmi pat-pat sulla spalla da sola, dirmi dai che ce la fai da sola però tante volte penso che averci qualcuno che ogni tanto te lo ricordi non sarebbe male. Però ce lo possiamo ricordare anche da sole, è vero.
Se ci credo nell’amore non lo so. Se ci credo che un giorno mi innamorerò idem. Non lo so. Io non lo so se mi innamorerò mai. Di qualcuno intendo. Perché altrimenti sono innamorata di tante cose, dell’Amore in tutte le forme, dei fioriii, dei cuori, dell’estate, della primavera, anche delle foglie dell’autunno. E anche dell’università, anche se ora stiamo attraversando un periodo no.
Se arriverà qualcuno che mi farà cambiare idea non lo so, ma per ora vivo serenamente così (più o meno).

Poi la giornata è proseguita così: caffè (rigorosamente macchiato) e di nuovo al pc per cercare di capire ancora merge/append. Bene, ho finito la giornata in università così, cercando di capire ancora come funzionano merge e append ma senza metterli in pratica. Senza aprire Stata. Perché ho paura di fare danni, di modificare il dataset e di non riuscirci. Di non capire cosa sto facendo con quei comandi e di sbagliare tutto. Di non arrivarci. E allora per questo cerco di arrivarci preparata il più possibile anche se il prof dice che devo abbandonare l’approccio da studentessa. Ma io mi sento più sicura così, a studiare, a prepararmi al meglio e poi a provare. Non lo so, forse domani ci provo, o forse no.

E poi niente sono uscita dall’università, e sono andata dal fotografo a ritirare le foto fatte con la mia macchinetta vintage usa e getta. Peccato che alcune sono venute buie perché non avevo usato il flash. Dannazione. Ma tutto serve per imparare. Ma quelle che sono uscite, sono venute bene. Veramente vintage, retrò, con un sapore di nostalgia di quei tempi che anche se ci proviamo, non avremo mai indietro.

E poi sono arrivata a casa e ho aperto il regalo di San Valentino della mia amica che non so se metterò mai, una mutanda un po' troppo spicy per i miei gusti. Ma come ha detto lei quando me lo ha dato “questo è per quando ti vedrai con uno che ti piace veramente”. Ecco, a trovarlo uno che mi piace veramente. Dove si compra?



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