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12 luglio 2023: (voglia di) riscoprirsi

  • Immagine del redattore: Ilaria Fiorani
    Ilaria Fiorani
  • 12 lug 2023
  • Tempo di lettura: 3 min

Ho voglia di riscoprirmi. Voglia di riscoprirmi brava. Ma non brava perché ho raggiunto un risultato, quel risultato. Voglia di riscoprirmi brava per essere partita, da sola, ed essere venuta qua. Senza essere mai stata da nessun'altra parte prima, da sola. Senza aver mai volato prima da sola. Perché Luci scusa non te l'ho mai confessato, ma un po' mi preoccupa anche a me volare. Voglia di riscoprirmi brava perché sto facendo network. E sto cercando di andare oltre la mia barriera del "oddio non sono come gli altri mi isolo e non ci parlo". Perché la settimana scorsa l'ho fatto. La settimana scorsa mi sono tutelata così. Isolandomi. Io mi tutelo isolandomi. L'ho fatto passando dal dipartimento alla biblioteca. L'ho fatto qui. Però brava Ilaria, per esserti buttata e per esserti buttata al di là delle tue paure. Perché poi poco importa se non vuoi fare la carriera accademica. Tutto serve per avere informazioni. Per conoscere. Per sapere. Per conoscere e per sapere le opportunità che gli altri stanno sfruttando. E che puoi sfruttare pure tu. Perché mi è venuta voglia di fare domanda per fare un tirocinio, in unione europea. Perché aspettare la fine del dottorato quando posso provarci anche ora. Se gli altri lo fanno, perché non posso farlo io. Voglia di riscoprirmi brava per questo. Perché per buttarsi e anche solo per provare ci vuole coraggio. Ci vuole coraggio sempre, ma ancora di più per fare qualcosa di nuovo, che non avevi fatto prima. Voglia di riscoprirmi brava per essere una tutor dell'orientamento. E per essere stata un riferimento nelle ore di visita alla facoltà per i ragazzi delle superiori. Voglia di riscoprirmi brava per aver fatto una rubrica nella radio dell'università. E per aver messo insieme la radio e pausa caffè. Brava per aver pensato e un po' ideato il biblioalbero. Brava perché sto facendo qualcosa che non è nelle mie corde. Perché se avessi dovuto fare qualcosa che mi riuscisse facile, avrei fatto lingue. Perché la memoria e le capacità comunicative non mi mancano. Le ho, innate, o comunque più sviluppate rispetto all'econometria che non capisco e forse non capirò mai. No, non è vero, spero di capirla un giorno. Voglia di tornare a casa e mettermi a lavorare. Di più. Provarci almeno. Senza stare troppo a pensare a quello che dice o che vuole il prof. Perché prima di tutto conta quello che vuoi tu. Prima di tutto conta quello che vuoi. E io lo so cosa voglio, e cosa non voglio. Brava per avere chiari i tuoi obiettivi, le tue priorità. Brava, Ilaria. Sei brava anche se non sei prettamente brava nella ricerca. Sto scrivendo con un nodo in gola. Non lo so perché. Ho paura. Ho paura di tornare a casa e di voler mollare tutto. Ma non voglio. Io lo voglio finire questo dottorato. Io il titolo lo voglio. Ma ho paura che la paura sia più grande della voglia. Della voglia di farcela. Della voglia di riuscirci. Della voglia di impegnarmi. Brava Ilaria, per aver reso pubblico questo blog. Non serve sempre mostrarsi infallibili, sorridenti, solari, risoluti, sul pezzo. Possiamo ammetterlo. Possiamo dirlo. Possiamo dirlo che a volte ci sentiamo bene, e a volte male. E questo succede ogni giorno, in ogni momento della vita. Però anche quando non stiamo bene, siamo comunque bravi. Anche quando non stiamo bene, andiamo bene. Tutte le emozioni servono. Tutto serve, per crescere e per imparare. Anche il sentirsi inadeguata e fuori posto serve. A capire chi siamo, cosa vogliamo, cosa non vogliamo. Anche non essere sempre sul pezzo serve. Anche non essere sempre solare e sorridente serve. Anche accettare di non essere una brava ricercatrice serve. Anche... potrei continuare. Ma la Sagrada mi aspetta. Spero che questo nodo in gola se ne vada presto. Guardandola. Vedendola. Quell'opera maestosa. Quell'opera che appena l'ho vista, riguardandola, riflettendoci, mi ha fatto dire: "voglio essere come la Sagrada: un mappazzone se la vedi da fuori, ma bella, come un'opera d'arte. Imperfetta, come le persone. Ma perfetta nella sua incompletezza".


 
 
 

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