top of page

01/02/2023: mai (troppo) tardi

  • Immagine del redattore: Ilaria Fiorani
    Ilaria Fiorani
  • 1 feb 2023
  • Tempo di lettura: 4 min

Sveglia ore 9, perché non ho sentito le mie 4 sveglie alle 7:30-7:40-7:50-8. E quando apro gli occhi vedo che sono sono le 9 e penso “ecco Ilaria oggi che dovevi iniziare prima perché poi il pomeriggio sai che non lavorerai ti sei svegliata più tardi del solito”. E niente il mio critico interiore è già operativo alle 9 di mattina. Che palle critico. Lo azzittisco, mi preparo e vado in uni. Arrivo alle 10 passate e tutti i tavolini vista giardino erano occupati e allora mi siedo in una di quelle stanze piene di gente e con i tavoli tutti appiccicati che odio perché troppo piene di gente e di tavoli. E infatti nei tavolini attaccati davanti al mio c’era una fila luuunga di studenti che palesemente si conoscevano e ogni tanto chiacchieravano e ogni tanto li odiavo anche. Ma statevi zitti porca miseria. Studiate che c’è la sessione. Già c’è tanto rumore nella mia testa, almeno fuori lo voglio evitare. E poi niente, dovevo rispondere a un’email sulle attività di orientamento che dovrò fare settimana prossima per via della mia attività di tutor dell’orientamento (che dico io non ti potevi riprendere un’altra volta la materia sociologia così prendevi soldi e non facevi niente?! No, io volevo guadagnarmeli questi soldi del tutorato e allora via zitta muta e rispondi all’email). Dico okkei, ci sono anche il 9 mattina, oltre ai pomeriggi della prossima settimana. E poi mi arriva un’altra e-mail relativa alle attività dei pomeriggi della prossima settimana, con i dettagli sulla visita da far fare ai ragazzi delle superiori. E tra me e me pensavo “chissà se sarò in grado di trasmettergli almeno un po' quanto ho amato (e a volte anche odiato) questa facoltà e questo percorso universitario? Chissà se ce la farò a farli andare via un po' più convinti e con le idee un po' più chiare sul perché fare economia”. E poi ho pensato che sì, io posso fare la mia parte ma loro faranno la loro. E mi sono tranquillizzata. Perché tante volte le cose non dipendono (solo) da me, solo una piccola parte dipende da me. E poi ho pensato alla radio di oggi pomeriggio che bho non lo so se la voglio fare, se sono in grado di portarla avanti, se sono in grado di riuscire a fare tutto. E anche qui ho pensato “allora Ilaria ora ti calmi perché il tempo c’è e con la calma e piano piano fai tutto quello che ti piace fare o che ti incuriosisce fare. E poi se anche non ce la fai, non sarai una persona meno di valore se non ci riuscirai, ma sarai semplicemente una persona che ci ha provato. D’altronde la perfezione non esiste”.


Okkei poi torno a pranzo a casa e niente, la mia coinquilina non aveva chissà quale voglia di andarci e una volta uscite di casa stavamo per mollare. E invece abbiamo tenuto duro e siamo andate, ho tenuto duro e siamo andate. Perché ho un vizio: quando dico una cosa la devo fare, e non sono molto flessibile con me stessa quando all’ultimo magari non mi va più di farla. Ed è andata bene così. I ragazzi della radio sono simpatici, alla mano. E’ anche venuto un ingegnere a farci vedere come funziona il mixer per registrare. Cosa ho capito?! (poco) niente. Ma non importa, un ragazzo ha fatto tutto il video così da poterlo riguardare. E poi abbiamo registrato l’outro dei podcast. Ed è andato bene alla prima prova. E l’ingegnere quando ho finito a registrare, dopo che ha sentito dire da me “m’è scccappato bene” mi ha detto “ah ma sei maceratese? Dalla prova non si sente”. E quando le persone me lo dicono penso “cavolo che brava Ilaria che sai mascherare questo accento maceratese eheheheh".

E poi una volta usciti da Ingegneria io e Lorenzo abbiamo perso l’autobus per un pelo e abbiamo preso l’altro. Ed è stato piacevole fare due chiacchiere con lui che invece si sente chiaro e tondo che è maceratese. Ed ha anche una bella voce calda. Lui sì che ha una bella voce da radio. Ma che me frega io ci vado per fare un’esperienza e per vedere qualcosa di nuovo. D’altronde come ha detto settimana scorsa Cristina “ragazzi questa è un’opportunità, sfruttatela”.


E sono scesa a piazza Diaz, sono andata dal fotografo a lasciare la macchinetta usa e getta che ho finito, e ora sono a casa a scrivere il mio post blog. E devo scappare a cena e poi a ballare, la bachata stasera. Sensual. Ma di sensual io non ho niente. Ma come sopra ma che me frega io ci vado per imparare a ballare.


Che bello imparare,

sempre

ogni giorno

qualcosa di nuovo.


P.s.: la foto di oggi non ha un senso preciso, mi piaceva solamente il contrasto del giallo e dell’azzurro e le due finestre aperte-chiuse. D’altronde ora nella finestra aperta ci vedo tutte le opportunità e le possibilità che possiamo cogliere se ci apriamo a queste opportunità, e che ci fanno arricchire ogni giorno di più. O almeno spero.

 
 
 

Post recenti

Mostra tutti
Ieri

Ieri sono ripartita per tornare qua. Ieri era il 2025. E se penso al mio 2025, penso che é stato un anno pieno di traguardi, delusioni, successi e festeggiamenti. É stato un anno sorprendente. Il PhD

 
 
 

Commenti


Il mio blog sul dottorato

©2023 by PhDiary. Creato con Wix.com

bottom of page